La marcia pro-Palestina corona il forum mondiale alternativo di Tunisi

Pubblicato Sabato 30/03/2013 (aggiornato) 31/03/2013 14:18

Il Presidente della Lega per I Diritti Umani della Tunisia porta la bandiera Palestinese durante una protesta il 30 Marzo 2013 a Tunisi. (AFP/Fethi Belaid)

TUNISI (AFP) — Più di 15000 persone hanno sfilato sabato [30 Marzo] in centro Tunisi per esprimere il proprio sostegno al popolo palestinese, a conclusione del primo incontro tenutosi in un paese arabo del forum anti-globalizzazione, durato una settimana.

"Terra, libertà, dignità," hanno urlato i marciatori, percorrendo un viale Habib Bourguiba denso di significato, in quanto epicentro nel 2011 delle proteste in Tunisia, scintilla delle Primavere Arabe nelle diverse capitali.

La marcia di sabato è stata organizzata in modo da coincidere con le commemorazioni per la Giornata della Terra in Palestina e in parti di Israele a ricordare l’uccisione nel 1976 di sei dimostranti che protestavano contro i piani israeliani di confisca delle terre palestinesi.

A Tunisi il World Social Forum, durato una settimana e svoltosi nel segno della Palestina e della Primavera Araba, ha raccolto circa 30000 partecipanti e 4500 organizzazioni, che hanno affrontato un’ampio spettro di temi dall’ambiente ai diritti delle donne.

L’evento, inaugurato martedì da un’altra marcia di massa nel cuore di Tunisi, si propone quale alternativa al Forum Economico Mondiale di Davos.

"Marciamo oggi per il rispetto del diritto del popolo palestinese a spostarsi liberamente per mare e via terra, e contro il blocco (imposto da Israele) sulla striscia di Gaza,” ha dichiarato ad AFP David Heap, che vigila sui diritti umani con GazaArk.

Molti dei partecipanti portavano una kefiah, la sciarpa bianco-nera, simbolo palestinese per eccellenza.

Dissidenti siriani, membri dell’opposizione ciadiana e funzionari dell’influente movimento sciita libanese Hezbollah hanno marciato fianco a fianco di cittadini francesi, canadesi e degli Stati uniti.

Il pacifico corteo di protesta si è snodato dal viale Habib Bourguiba fino all’Ambasciata di Palestina, distante circa quattro chilometri.

"Abbiamo voluto partecipare al forum che si è concentrato su una questione fondamentale — la causa palestinese,” ha detto Ali Fayyad, un parlamentare libanese membro di Hezbollah, che ha guidato la delegazione del partito al forum.

Si sono tenute centinaia di laboratori ove si è discusso di molteplici problemi politici e sociali, così come le rimostranze economiche alla base delle primavere arabe, la crisi in Europa ed il ruolo delle donne nel mondo arabo ed in particolare musulmano.

Il presidente tunisino Moncef Marzouki ha dichiarato al forum che il suo paese, che si è liberato due anni fa da decenni di dittatura con la deposizione del presidente Zine El Abidine Ben Ali, necessita di un nuovo modello economico per mettere fine alla povertà.

"L’obiettivo è di liberare dalla povertà due milioni di Tunisini entro i prossimi cinque anni,” ha detto Marzouki, senza precisare cos’ha in mente.

La Tunisia soffre della piaga della disoccupazione ed è lacerata da disordini sociali spesso funestati da morti.

Se non vengono rispettati i diritti economici e sociali dei Tunisini, le libertà che hanno conquistato non “hanno valore,” ha detto Marzouki, aggiungendo che, se non si trova una soluzione, il paese potrebbe scivolare nuovamente nella dittatura.

Alcune tensioni hanno anche connotato il forum, in particolare gli scontri di venerdì tra Marocchini ed attivisti per l’indipendenza Saharawi. Un giornalista marocchino che tentava di riprendere i tafferugli è stato aggredito, ha riferito all’AFP un membro del consiglio internazionale del forum.

Il WSF [Forum Sociale Mondiale, NdT] affonda le sue radici nelle proteste di strada del 1999 nella città statunitense di Seattle, ma la prima edizione si è tenuta due anni più tardi a Porto Alegre, in Brasile.

 

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