L’’Arca di Gaza’ contro il blocco israeliano partirà in primavera 2014

http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=645783

GAZA CITY (Ma'an) — La chiusura del valico di Rafah tra l’Egitto e la Striscia di Gaza ha ritardato la partenza dell’Arca di Gaza, un cargo estemporaneo allestito dai pescatori di Gaza che partirà verso l’Europa per protesta contro il blocco israeliano della Striscia di Gaza.

Un membro dell’associazione di pescatori palestinesi della Striscia di Gaza, Mahfouth Kabariti, afferma che l’Arca di Gaza avrebbe dovuto partire entro la fine del 2013, ma, in conseguenza della chiusura del valico di Rafah, la partenza è stata rimandata alla primavera del 2014.  

Fa notare che per poter affrontare il mare, l’Arca di Gaza ha ancora bisogno di equipaggiamento conforme agli standard europei di navigazione che può entrare a Gaza solo attraverso il valico di Rafah.

Kabariti aggiunge che diversi donatori hanno sostenuto l’idea dell’Arca di Gaza finora e che molti Paesi sono pronti ad accoglierla nei propri porti. Alla domanda sui progressi dei lavori di ristrutturazione dell’imbarcazione, Kabariti risponde a  Ma'an che le infrastrutture e i serbatoi di carburante sono a posto e che la struttura esterna e le cabine passeggeri sono in costruzione.  

L’imbarcazione, aggiunge, è lunga 24 metri e larga 7, trasporterà 15 persone, tra cui attivisti, oltre alla merce.  

"Sarà la prima imbarcazione a trasportare prodotti di Gaza verso il mondo esterno, al servizio di produttori palestinesi e del ripristino della cultura cantieristica che è quasi svanita in conseguenza della chiusura dell’impedimento delle attività navali a Gaza da parte di Israele."

L’Arca fa parte di una serie di iniziative globali concepite per sfidare il blocco israeliano della Striscia di Gaza che dura oramai da 7 anni. Mentre numerose imbarcazioni hanno già provato ad entrare a Gaza, l’Arca di Gaza sarà il primo tentativo dei Palestinesi di uscire dal mare.

Se ci riusciamo, questa sarebbe la prima volta che si esportano merci da Gaza via mare dalla firma degli Accordi di Pace di Oslo nel 1994.

Nel maggio 2010, nove attivisti Turchi sono stati massacrati da un raid israeliano contro la flotilla di sei navi che tentava di raggiungere Gaza per rompere il blocco.

A seguito del sanguinosto raid, le proteste internazionali costrinsero Israele a ridurre i termini del blocco di Gaza in maniera significativa. Ma nonostante ciò, vincoli stretti restano in vigore sulle esportazioni e sui viaggi.

In base ai termini delle attuali restrizioni, i perscatori di Gaza non possono superare le 6 muglia marine dalla costa quando escono in mare, controllati da motovedette che pattugliano e sparano contro coloro che superano i limiti.

La Striscia di Gaza è soggetta ad un blocco economico drastico da parte di Israele dal 2006. Il blocco è stato imposto a seguito della vittoria di Hamas alle elezioni palestinesi del 2006 e degli scontri nel 2007 tra Fatah e Hamas, conclusi con il controllo di Hamas sulla Striscia di Gaza e di Fatah sulla Cisgiordania.

Il blocco limita severamente le importazioni e le esportazioni della Striscia di Gaza ed ha causato frequenti crisi umanitarie e condizioni di vita veramente dure per i Gazwi. Uleriormente peggiorate dagli assalti militari frequenti da parte di Israele, in particular modo nel 2008-9 e nel 2011, che hanno ucciso rispettivamente 1.400 e 170 Gazawi e danneggiato le principali infrastrutture. 

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