Dopo l’assalto israeliano a Gaza – la ‘Freedom Flotilla’ salpa contro l’assedio

"La società civile mondiale deve assumersi la responsabilità di salpare per Gaza" 

 

In seguito all'ultimo attacco militare di Israele verso Gaza, gruppi della società civile provenienti da tutto il mondo hanno manifestato l'intenzione di rompere il blocco della Striscia, stretta da assedio, salpando con una "Freedom Flotilla" verso il porto di Gaza. 

Gli attivisti della coalizione internazionale Freedom Flotilla e di numerosi altri gruppi si sono incontrati alcuni giorni fa a Istanbul, in Turchia, e sono giunti alla conclusione che "la società civile di tutto il mondo deve assumersi la responsabilità di salpare per Gaza". L'impegno è di intraprendere la missione entro quest'anno, dichiarato dalle Nazioni Unite "Anno Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese". 

I componenti del gruppo non hanno rivelato il luogo né la data di partenza della missione, ma hanno detto che si aspettano l'adesione e la partecipazione di organizzazioni della società civile da tutto il mondo – dalla Grecia al Sudafrica, dalla Giordania alla Malesia – come gesto contro "la complicità dei governi del mondo" rispetto al blocco di Gaza. 

"Per quanto riguarda le richieste di porre fine al blocco di Gaza occorre passare dalle parole ai fatti", ha detto Ann Ighe, presidente di Ship to Gaza e membro della Freedom Flotilla Coalition. "Invitiamo tutti i cittadini interessati, in tutto il mondo, a partecipare a questa iniziativa in ogni possibile maniera." 

L'attacco militare di Israele a Gaza, protrattosi per un mese, attualmente sospeso da una esile tregua, ha causato più di 1.939 palestinesi morti, 9.886 feriti, oltre 200.000 sfollati, e più di 10.000 unità abitative palestinesi distrutte o gravemente danneggiate. Secondo le Nazioni Unite almeno tre quarti dei palestinesi uccisi a Gaza sono civili e per un terzo sono bambini. 

L'Arca di Gaza della Freedom Flotilla, che i palestinesi avevano programmato far salpare dal porto di Gaza per rompere l'assedio, è stato uno dei numerosi obiettivi civili colpiti dagli attacchi aerei israeliani nel mese di luglio. Il bombardamento che ha distrutto la barca, faceva seguito ad un precedente attentato che, nel mese di Aprile, aveva parzialmente affondato la barca.
David Heap, portavoce canadese per l'Arca di Gaza, ha detto a Common Dreams che gli organizzatori palestinesi hanno intenzione di continuare la campagna "appena saranno in grado di concentrarsi su qualcosa di diverso dal sopravvivere per un altro giorno." 

A Gaza – una delle zone più densamente popolate della terra – vivono più di 1 milione e settecentomila persone sotto un assedio militare ed economico, appoggiato dagli USA, che si è intensificato dal 2007, privando i residenti di beni di prima necessità tra cui l'acqua potabile e le forniture mediche. 

"Navighiamo contro il blocco via mare perché non è possibile un futuro di pace se non è prevista libertà di movimento per i palestinesi", ha detto Heap. 

Precedenti tentativi di forzare l'assedio via mare sono stati bloccati con attacchi violenti da parte dell'esercito israeliano, tra cui l'arrembaggio della nave turca Mavi Marmara, nel 2010, durante il quale furono uccise nove persone e ferite alune decine, scatenando una condanna a livello mondiale. 

"Invitiamo tutti i governi a difendere i diritti umani e il diritto del popolo palestinese alla libertà di movimento, supportando la possibilità per le nostre navi di raggiungere Gaza", ha detto Ehab Lotayef della FFC. "E' loro responsabilità."

Sarah Lazare – Common Dreams 

 


 

Per saperne di più sull' Anno Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese 
http://goo.gl/Z3gvQA 
 

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